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Dieci miliardi Ue per l’eco-mobilità: le stazioni di rifornimento diventano verdi

 Scatta il piano europeo per incentivare veicoli elettrici, a gas e a idrogeno. Rivoluzione in vista per le stazioni di ricarica. E gli obiettivi diventano vincolanti: “Sinora sforzi insufficienti e scoordinati”

 Rivoluzione verde per la mobilità europea. La Ue rafforza con un piano da dieci miliardi di euro il suo impegno per promuovere l’uso dei veicoli elettrici e a gas, e questo anche attraverso l’implementazione delle infrastrutture necessarie a rendere più agevole l’approvvigionamento di energia.

Lo ha fatto sapere il vicepresidente della Commissione, Siim Kallas, che ha annunciato il piano “affinché ogni paese dell’Unione si doti di un numero minimo di stazioni di ricarica di energia verde entro il 2020”. Al via anche standard comuni relativi alla progettazione e all’utilizzo delle infrastrutture di ricarica.
Finora le iniziative assunte in questo ambito avevano riguardato principalmente carburanti e veicoli, senza prendere in considerazione la distribuzione. Gli sforzi fatti per fornire incentivi sono stati pertanto “insufficienti e non coordinati”, osserva Bruxelles.
Il pacchetto “Energia pulita per il trasporto” è composto da una comunicazione sulla strategia europea per i carburanti alternativi, da una direttiva sulle infrastrutture e sulle norme e da un documento di accompagnamento che descrive un piano d’azione per lo sviluppo di gas naturale liquefatto (Gnl) nel trasporto marittimo.
 
Ecco le principali misure proposte:
 
Energia elettrica – In base alla proposta, per ogni stato membro viene stabilito un numero minimo di punti di ricarica che utilizzeranno lo stesso tipo di connettore: l’obiettivo per l’Italia è di avere entro il 2020 una rete di 125mila punti (contro i 1.350 esistenti nel 2011), per alimentare 130mila veicoli elettrici.
Idrogeno – Germania, Italia e Danimarca dispongono già di un numero significativo di stazioni di rifornimento di idrogeno, anche se alcune non sono accessibili al pubblico. Alcuni aspetti, come per esempio il tipo dei tubi per il carburante, necessitano però di armonizzazione. La Commissione propone che le stazioni di servizio esistenti siano collegate tra loro in modo da formare una rete soggetta a norme comuni.
Biocarburanti – Rappresentano già quasi il 5% del mercato, funzionano come carburanti miscelati e non richiedono alcuna infrastruttura particolare. Una delle sfide principali consisterà nell’assicurarne sostenibilità.
Gas naturale liquefatto (Gnl) e compresso (Gnc) – Le infrastrutture per il tipo di rifornimento Gnl sono ancora in fase iniziale: soltanto la Svezia è provvista di alcune strutture per navi e altre sono previste in vari stati membri. La Commissione propone che vengano installate stazioni di rifornimento di Gnl nei 139 porti marittimi e interni della rete centrale transeuropea rispettivamente entro il 2020 e il 2025.
Il Gnc, invece, è utilizzato principalmente per le autovetture. Ad oggi questo combustibile è utilizzato da un milione di veicoli, pari allo 0,5% del parco automobilistico: il settore punta a decuplicare il dato entro il 2020. La proposta della Commissione garantisce che, entro il 2020, siano disponibili in tutta Europa punti di rifornimento accessibili al pubblico, con norme comuni e a una distanza massima di 150 chilometri.
Gpl (gas di petrolio liquefatto) – Non è prevista alcuna azione per il Gpl perché le infrastrutture di base esistono già, spiega Bruxelles.
 
Fonte: e.gazette
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